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Una riserva naturale affascinante ed immensa, la Baraggia ricorda la savana africana. Il vento caldo e la secca vegetazione si raccontano attraverso le note legnose, il legno cedro, l’aspetto incisivo e avvolgente delle spezie: i grani di caffè –forte ed energizzante – l’anice dolce, la cannella ardente, e la liquirizia, con il suo inconfondibile e succulento aspetto radice. Il crepuscolo tinge la natura di toni caldi, suadenti e solari, che richiamano le sfaccettature liquorose del rum, le note dolci e crema. In secondo piano, come a coronare la bellezza silenziosa di uno spazio desertico e maestoso, l’imponente immensità delle montagne.
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Tanti ciottoli quante sono i mesi, gli anni, i secoli trascorsi – e le vite, le storie che hanno visto e camminato nella Bessa. La pietra e il sito di origine glaciale sono rappresentati dalle note minerali, ‘’rocciose’’ e pungenti delle ambre secche e dei muschi. I rami e gli alberi della riserva si spogliano della loro ricchezza durante l’inverno, lasciando spazio alle note legnose secche e terrose. Pietre miliari di un luogo unico, simbolo di solidità e resilienza – come queste note che, con vigore, costruiscono la struttura e la persistenza della fragranza. Una dura spigolosità che viene attenuata dalla rotondità delle pietre, iconica e voluttuosa, raccontata dalle note dolci della vaniglia, dall’aspetto lattonico e carnoso del gelsomino e del fico, dall’eleganza della rosa.
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Quando Ottobre porta con sé i primi freddi, e la stagione autunnale si apre con i suoi colori più caldi e tenui, il Parco della Burcina diventa uno spettacolo di emozioni e sensazioni. Le foglie ingiallite e ambrate dei rododendri –rappresentate dalle note succose della frutta gialla – fluttuano sopra i cespugli sempreverdi e ricoprono i sentieri del bosco. Il loro rumore ‘’croccante” contrasta l’ammaliante gradevolezza dell’atmosfera, con le sue calde note speziate di cannella, la dolcezza deliziosa della zucca già in forno – di quell’arancione vivace e rovente. L’ultimo sole del pomeriggio risplende delicato, mentre i raggi dorati sfiorano tutte le sfumature del foliage. Tutto sa di autunno e di magia.
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Se due grandi ‘’tesori’’ del Biellese si incontrano, scocca una bellissima scintilla: la purezza dell’aria fresca di montagna trova la morbidezza della lana. Le note aromatiche, la lavanda crispy, le zest di limone frizzante richiamano l’atmosfera della cima del Monte Mucrone: l’aria fredda leggera contro il viso, i respiri lunghi e profondi per assaporare la quiete rilassante della vertigine. Dall’altro lato, il soave accordo muschiato ricorda il calore e la preziosità del tessuto caldo, in un abbraccio accogliente e ricercato, una coccola che sa di vaniglia, zucchero caramellato, patchouli e rosa.
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Un borgo di origine medievale delizioso e curato, che oggi è centro attivissimo di turismo e sagre di paese – di gioia, condivisione, e celebrazione. Una favola dal sapore familiare e un fascino antico che sa di dolciumi e festa. Il cielo al tramonto, il sole caramellato che brucia per chiudere il giorno, le tegole granate, e i mattoni rossi a vivo – una pietra viva, così come vivo è rimasto questo pezzo di storia. E la gente, ragione prima di questa vitalità, che dopo secoli tiene ancora acceso il calore vivido del luogo. Il borgo si colora di molteplici e suggestive sfumature caramello – calde, accoglienti, confortevoli. Dalle lievi nuances mielate, a quelle ramate, ambrate, tostate. Un’opulenza zuccherina e gustosa che suscita emozioni profonde.
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All’interno di un anfiteatro di Alpi, come una perla rara e nascosta a oltre mille metri d’altitudine, sorge Oropa in tutta la sua monumentale grandiosità. La fragranza descrive questo luogo speciale in una cornice invernale – quando la neve candida ricopre non solo le montagne circostanti, ma anche il sito. Come un velo di tulle bianco, leggero e morbido – in un’atmosfera placida, silenziosa e contemplativa. La vaniglia, protagonista assoluta, rivela le sue sfaccettature più cremose, sinuose, balsamiche, e dolci. Un chiaro rimando allo scenario soffice, puro, bianco e indimenticabile. Poi, le note fredde: ecco i fiocchi di neve che cominciano a cadere, pungendo la pelle e posandosi sul suolo ghiacciato. Le orme sulla neve hanno lasciato una traccia inconfondibile – un solenne segno di passaggio, di tempo, di vita.
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Durante una passeggiata in alta quota fra bacche e legni pregiati, le note verdi spiccano intense insieme al legno di rosa frizzanti, fredde, fioriti e “cerosi”. L’accordo fiorito è brillante e selvatico: la rosa e il geranio incontrano la morbidezza delle note dolci. Fioriture spontanee, portate dal vento, arricchiscono e colorano il terreno. Lo stesso terreno dal quale emergono note ambrate, l’amyris orientale e cremoso ed il legno guaiaco imponente e affumicato.
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Un paesaggio che richiama tranquillità, sconfinatezza e benessere: un’oasi di pace fra le sinuose colline del biellese. Una brezza verde soffia leggera portando con sé fruttate e acquatiche succose, fresche e pulite dalle spigolose sfumature aldeidate e ozonate. Un bouquet fiorito si sprigiona creando un accordo delicato, poetico e “agreste”. I petali freschi di peonia sono vellutati e dalla connotazione acquatica, mentre gelsomino, cananga e ylang-ylang arricchiscono con note lattoniche, sensuali, profonde e inebrianti. Le sfumature ambrate e polverose, confortevoli e avvolgenti, lasciano una scia morbida e balsamica, un ricordo, una dolce intimità.
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Il folclore popolare entra nelle vite di uomini, donne e bambini sotto il cielo stellato di Sordevolo. Una notte estiva, scura e speziata, calda e avvolgente come il tabacco. Le luci si accendono, il palco prende vita. La rosa elegante entra protagonista, accompagnata dalla freschezza brillante della lavanda e dal calore vibrante allo zafferano del pubblico. L’intensità dello spettacolo è coinvolgente ed emozionante, catturata dalla profondità sensuale del gelsomino e dal lato animalico e rude del cipriolo. Un racconto intramontabile e maestoso – reso unico dal vigoroso accordo cuoiato, le ambre, il sandalo ed il patchouli. Prezioso e travolgente. Indimenticabile. E il sipario, così, si chiude.
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Un accordo balsamico e legnoso. Un richiamo a tempi passati, una tradizione consolidata, una storia ricca di esperienza e competenza. L’elicriso fiorito e talcato si trasforma in note lattoniche e voluttuose, per poi mescolarsi con un bouquet di fiori bianchi e fava di Tonka. Il tepore avvolgente e orientale dell’amyris viene bilanciato da note singolari e pungenti, prima speziate, poi aromatiche, combinate armoniosamente fra loro dalla versatilità del cardamomo. Le note morbide del sandalo incontrano il dolce amaro della radice di liquirizia, chiudendo il racconto di una storia secolare. Il simbolo di una conoscenza tramandata nel tempo.
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Un elemento naturale che attraversa indisturbato la montagna, il distretto industriale laniero e la coltivazione agricola: il torrente Cervo rappresenta un gioiello prezioso per lo sviluppo odierno e passato dell’economia Biellese. La sorgente cristallina è brillante, ozonata e minerale, porta con sé un aspetto floreale acquatico, puro e perlato, come i delicati petali di mughetto, uno specchio d’acqua impreziosito da dolci ninfee vanigliate. Il percorso del torrente è insidioso e tortuoso, a tratti scosceso. L’acqua incontra sponde verdi e muschiate, vivide, raccogliendo un profumo terroso, ricco e mandorlato. Un lato dolce e erbaceo che accomuna paesaggi e distretti della città, un tratto distintivo inimitabile.
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Un telaio si arricchisce di filamenti pregiati ed ecco che sono mani esperte possono forgiare un tessuto simbolo di un territorio d’eccellenza. La trama “nocciolata” e imbevuta di incenso passa attraverso l’ordito di una rosa, disegnando un damascato orientale. Vaniglia, osmanto e cuoio impreziosiscono poi l’armatura cardata di note ricche, cremose e ardenti. La filatura rimane aperta, discontinua e lascia spazio all’ambra e al muschio di persistere nel tempo. Solidi, rievocano la tenacia di uno spirito imprenditoriale iconico e radicato.
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Un collegamento storico fra due Santuari, Oropa e San Giovanni, che rappresenta un capolavoro ingegneristico a 1488 metri sul livello del mare. Il primo impatto è gelido, aromatico, energico. Una roccia dura e compatta che porta con sé note fresche e erbacee del rosmarino, dell’eucalipto e della lavanda. Alberi di cipressi pungenti e resinosi si intravedono in fondo al varco, dall’inconfondibile aspetto conifera ed espettorante. Gli aghi di pino sono adagiati sul percorso. Un tragitto piacevole fra il galbano verde e delicate note fruttate. La parete è grezza ma allo stesso tempo porosa e vellutata. Si sgretola poco a poco rilasciando nel tempo note permanenti di patchouli, legni dolci e muschi.
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Un luogo amorevole ed emblema di accoglienza: Il Rifugio è circondato dall’odore di fieno, erba tagliata e felicità. Il campo di erbe aromatiche è vivido e rigoglioso. Il rosmarino accompagna il timo, secco e tagliente, mentre il coriandolo dona un sorprendente aspetto speziato, freddo, erbaceo. Ecco anche la leggerezza zuccherina delle note anisiche e la voluttuosità polverosa della violetta elegante e selvatica. Gli animali si muovono liberi fra aranceti e limoneti, mentre le casette in legno nascondo i segreti della professione agreste. L’atmosfera è ruvida, legnosa, semplice ma carica di amore, dedizione e cura.
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Una fragranza accogliente, invitante, che sa di casa e di gioia. Un giardino sul retro, così familiare e confortante. Un luogo nascosto, il segreto di chi lo vive, un nido sicuro in cui potersi rifugiare. Simbolo delle dimore e dei giardini biellesi, l’albero di fico è dominante e imponente, dall’inconfondibile aspetto verde e lattonico. Tutt’intorno fioriscono bouquet di magnolia, geranio e violetta. Ed ecco il petigrain, dall’aspetto agrumato, pungente, amaro e verde, reso frizzante dal lime e dal vibrante pepe nero. Le ambre e i muschi sul fondo completano il profilo di una fragranza rassicurante, armoniosa e genuina.
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Caldo, etereo, fruttato. “Bramaterra” parla di radici e di passione. È la storia olfattiva (… e gustativa) di un gioiello biellese, incastonato tra Masserano, Brusnengo e Lozzolo. L’accordo lucido di bacche e frutti rossi è zuccherino, acidulo e di carattere, acceso da una fiammeggiante nota alcolica. Pungente e frizzante è l’aspetto rabarbaro, simbolo della mineralità del terreno antico, di origine vulcanica. La freschezza salina e agrumata ricorda i tannini e la natura selvatica e indisciplinata. Subito un avvolgente cuore fiorito si apre in un bouquet elegante e delicato tra carnosi petali di gelsomino, fiori bianchi e rosa. Una carezza intensa e vanigliata si diffonde insieme alla forza potente dei legni ambrati dolci.
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Asse centrale della città di Biella, Via Italia rappresenta il cuore pulsante del centro cittadino e rievoca il frenetico crocevia del passato. L’architettura ottocentesca è un viaggio verso un’epoca sfarzosa e teatrale, di eleganza e agi. Dame e accompagnatori avanzano con fierezza mentre una colonia, agrumata e legnosa, rimane nell’atmosfera. Bergamotto, limone e arancio diffondono una brezza fiorita e amara che incontra, ai lati della via, le note aromatiche di lavanda e rosmarino e la bellissima rosa dei balconi fioriti. Le carrozze irrompono rumorose, sollevando una polvere legnosa: le radici del vetiver si mescolano alla suadente cremosità del sandalo, per un tuffo nella storia che è viva ancora oggi.
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Una cascata di colori intensi e vigorosi. Un’esplosione di energia. Un immenso tappeto fiorito crea un’armocromia ipnotica, piena di fascino ed estremamente gratificante. Una tavolozza di un pittore. Un’interpretazione di felicità. La Valle attende la fioritura dei rododendri che si fanno spazio fra le rose, gelsomini, peonie e violette. La natura di questo luogo crea un incontro di profumi e sensazioni uniche: l’aspetto dolce e anisico con un fondo di menta fluttua nell’aria. Le note agrumate e frizzanti di scorza di limone accendono toni aciduli e caramellati. Le sfaccettature speziate calde e legnose conferiscono un sottofondo avvolgente, mentre il patchouli crea un fondo legnoso e erbaceo, donando ancora più forza a questo scenario bucolico e suggestivo.
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Una fragranza, un viaggio o forse un ricordo.
Immersi tra i verdi pascoli ridenti, ghiacci eterni e fiumi scroscianti.
Le sensazioni tipiche dell’Arco Alpino si fondono perfettamente in questa composizione e ci regalano una fragranza sfaccettata e di carattere, dall’apertura viva e frizzante fino ad un fondo intenso ed avvolgente.
La presenza inebriante delle note aromatiche degli aghi di pino e delle bacche di ginepro si fonde perfettamente con le note più calde e seducenti delle ambre, del legno di cedro ed il muschio di quercia
Siamo immersi nelle valli Biellesi, le nostre valli.
Un soffio leggero che ci trasporta immediatamente lassù, dove seduti sulla cima ammiriamo senza fiato la bellezza del mondo ai nostri piedi.
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"Mélange" è un'evocazione di eleganza e raffinatezza, un omaggio alla tradizione tessile della lana biellese.
Questa essenza per candele è un connubio di note sofisticate e sensuali, che si intrecciano come i fili di una preziosa stoffa.
Una luce soffusa ed il profumo intenso, creano un'atmosfera di intimità e lusso.
Un'essenza che ti avvolge in un abbraccio di eleganza e raffinatezza, un omaggio alla tradizione e alla bellezza della lana biellese.
Trasportandoti in un mondo di bellezza e lusso, dove ogni momento è un'occasione per celebrare la vita.