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Tanti ciottoli quante sono i mesi, gli anni, i secoli trascorsi – e le vite, le storie che hanno visto e camminato nella Bessa. La pietra e il sito di origine glaciale sono rappresentati dalle note minerali, ‘’rocciose’’ e pungenti delle ambre secche e dei muschi. I rami e gli alberi della riserva si spogliano della loro ricchezza durante l’inverno, lasciando spazio alle note legnose secche e terrose. Pietre miliari di un luogo unico, simbolo di solidità e resilienza – come queste note che, con vigore, costruiscono la struttura e la persistenza della fragranza. Una dura spigolosità che viene attenuata dalla rotondità delle pietre, iconica e voluttuosa, raccontata dalle note dolci della vaniglia, dall’aspetto lattonico e carnoso del gelsomino e del fico, dall’eleganza della rosa.
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Un telaio si arricchisce di filamenti pregiati ed ecco che sono mani esperte possono forgiare un tessuto simbolo di un territorio d’eccellenza. La trama “nocciolata” e imbevuta di incenso passa attraverso l’ordito di una rosa, disegnando un damascato orientale. Vaniglia, osmanto e cuoio impreziosiscono poi l’armatura cardata di note ricche, cremose e ardenti. La filatura rimane aperta, discontinua e lascia spazio all’ambra e al muschio di persistere nel tempo. Solidi, rievocano la tenacia di uno spirito imprenditoriale iconico e radicato.
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"Mélange" è un'evocazione di eleganza e raffinatezza, un omaggio alla tradizione tessile della lana biellese.
Questa essenza per candele è un connubio di note sofisticate e sensuali, che si intrecciano come i fili di una preziosa stoffa.
Una luce soffusa ed il profumo intenso, creano un'atmosfera di intimità e lusso.
Un'essenza che ti avvolge in un abbraccio di eleganza e raffinatezza, un omaggio alla tradizione e alla bellezza della lana biellese.
Trasportandoti in un mondo di bellezza e lusso, dove ogni momento è un'occasione per celebrare la vita.
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Una riserva naturale affascinante ed immensa, la Baraggia ricorda la savana africana. Il vento caldo e la secca vegetazione si raccontano attraverso le note legnose, il legno cedro, l’aspetto incisivo e avvolgente delle spezie: i grani di caffè –forte ed energizzante – l’anice dolce, la cannella ardente, e la liquirizia, con il suo inconfondibile e succulento aspetto radice. Il crepuscolo tinge la natura di toni caldi, suadenti e solari, che richiamano le sfaccettature liquorose del rum, le note dolci e crema. In secondo piano, come a coronare la bellezza silenziosa di uno spazio desertico e maestoso, l’imponente immensità delle montagne.
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Il folclore popolare entra nelle vite di uomini, donne e bambini sotto il cielo stellato di Sordevolo. Una notte estiva, scura e speziata, calda e avvolgente come il tabacco. Le luci si accendono, il palco prende vita. La rosa elegante entra protagonista, accompagnata dalla freschezza brillante della lavanda e dal calore vibrante allo zafferano del pubblico. L’intensità dello spettacolo è coinvolgente ed emozionante, catturata dalla profondità sensuale del gelsomino e dal lato animalico e rude del cipriolo. Un racconto intramontabile e maestoso – reso unico dal vigoroso accordo cuoiato, le ambre, il sandalo ed il patchouli. Prezioso e travolgente. Indimenticabile. E il sipario, così, si chiude.
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Asse centrale della città di Biella, Via Italia rappresenta il cuore pulsante del centro cittadino e rievoca il frenetico crocevia del passato. L’architettura ottocentesca è un viaggio verso un’epoca sfarzosa e teatrale, di eleganza e agi. Dame e accompagnatori avanzano con fierezza mentre una colonia, agrumata e legnosa, rimane nell’atmosfera. Bergamotto, limone e arancio diffondono una brezza fiorita e amara che incontra, ai lati della via, le note aromatiche di lavanda e rosmarino e la bellissima rosa dei balconi fioriti. Le carrozze irrompono rumorose, sollevando una polvere legnosa: le radici del vetiver si mescolano alla suadente cremosità del sandalo, per un tuffo nella storia che è viva ancora oggi.
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Un elemento naturale che attraversa indisturbato la montagna, il distretto industriale laniero e la coltivazione agricola: il torrente Cervo rappresenta un gioiello prezioso per lo sviluppo odierno e passato dell’economia Biellese. La sorgente cristallina è brillante, ozonata e minerale, porta con sé un aspetto floreale acquatico, puro e perlato, come i delicati petali di mughetto, uno specchio d’acqua impreziosito da dolci ninfee vanigliate. Il percorso del torrente è insidioso e tortuoso, a tratti scosceso. L’acqua incontra sponde verdi e muschiate, vivide, raccogliendo un profumo terroso, ricco e mandorlato. Un lato dolce e erbaceo che accomuna paesaggi e distretti della città, un tratto distintivo inimitabile.
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Un luogo amorevole ed emblema di accoglienza: Il Rifugio è circondato dall’odore di fieno, erba tagliata e felicità. Il campo di erbe aromatiche è vivido e rigoglioso. Il rosmarino accompagna il timo, secco e tagliente, mentre il coriandolo dona un sorprendente aspetto speziato, freddo, erbaceo. Ecco anche la leggerezza zuccherina delle note anisiche e la voluttuosità polverosa della violetta elegante e selvatica. Gli animali si muovono liberi fra aranceti e limoneti, mentre le casette in legno nascondo i segreti della professione agreste. L’atmosfera è ruvida, legnosa, semplice ma carica di amore, dedizione e cura.
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Una fragranza, un viaggio o forse un ricordo.
Immersi tra i verdi pascoli ridenti, ghiacci eterni e fiumi scroscianti.
Le sensazioni tipiche dell’Arco Alpino si fondono perfettamente in questa composizione e ci regalano una fragranza sfaccettata e di carattere, dall’apertura viva e frizzante fino ad un fondo intenso ed avvolgente.
La presenza inebriante delle note aromatiche degli aghi di pino e delle bacche di ginepro si fonde perfettamente con le note più calde e seducenti delle ambre, del legno di cedro ed il muschio di quercia
Siamo immersi nelle valli Biellesi, le nostre valli.
Un soffio leggero che ci trasporta immediatamente lassù, dove seduti sulla cima ammiriamo senza fiato la bellezza del mondo ai nostri piedi.
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Un collegamento storico fra due Santuari, Oropa e San Giovanni, che rappresenta un capolavoro ingegneristico a 1488 metri sul livello del mare. Il primo impatto è gelido, aromatico, energico. Una roccia dura e compatta che porta con sé note fresche e erbacee del rosmarino, dell’eucalipto e della lavanda. Alberi di cipressi pungenti e resinosi si intravedono in fondo al varco, dall’inconfondibile aspetto conifera ed espettorante. Gli aghi di pino sono adagiati sul percorso. Un tragitto piacevole fra il galbano verde e delicate note fruttate. La parete è grezza ma allo stesso tempo porosa e vellutata. Si sgretola poco a poco rilasciando nel tempo note permanenti di patchouli, legni dolci e muschi.
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Durante una passeggiata in alta quota fra bacche e legni pregiati, le note verdi spiccano intense insieme al legno di rosa frizzanti, fredde, fioriti e “cerosi”. L’accordo fiorito è brillante e selvatico: la rosa e il geranio incontrano la morbidezza delle note dolci. Fioriture spontanee, portate dal vento, arricchiscono e colorano il terreno. Lo stesso terreno dal quale emergono note ambrate, l’amyris orientale e cremoso ed il legno guaiaco imponente e affumicato.
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Un accordo balsamico e legnoso. Un richiamo a tempi passati, una tradizione consolidata, una storia ricca di esperienza e competenza. L’elicriso fiorito e talcato si trasforma in note lattoniche e voluttuose, per poi mescolarsi con un bouquet di fiori bianchi e fava di Tonka. Il tepore avvolgente e orientale dell’amyris viene bilanciato da note singolari e pungenti, prima speziate, poi aromatiche, combinate armoniosamente fra loro dalla versatilità del cardamomo. Le note morbide del sandalo incontrano il dolce amaro della radice di liquirizia, chiudendo il racconto di una storia secolare. Il simbolo di una conoscenza tramandata nel tempo.